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COMUNE | PARROCCHIA
24/09/2004
Incidente all' I.L.T.A.
Fuga di gas, quattro operaie intossicate

L’incidente per la rottura di un tubo

Evacuata l’azienda, produzione bloccata per parecchie ore, 60 mila euro di danni

di Diego Neri


Una crepa alla tubatura che porta il gas freon alle celle frigorifere e quattro operaie, colte da un principio di asfissia, restano intossicate. Azienda evacuata e grande spavento, ma fortunatamente le donne non sono gravi.
La produzione però è rimasta bloccata per parecchie ore, con un danno economico che, dalle prime stime, ammonta a circa 60 mila euro.



L’incidente si è verificato ieri mattina a Campiglia dei Berici, all’interno della “Pai” del gruppo “Ilta” di via Donanzola. L’azienda, di cui sono titolari Giampaolo Nizzetto e il figlio Dario, opera nell’ambito della macellazione di tacchini, anatre e polli, e ieri mattina erano al lavoro circa 150 dei 330 dipendenti.



Erano circa le 7.40 quando la prima operaia, addetta alla macellazione dei polli nel tunnel 3, ha avvertito un improvviso mal di testa. Subito dopo gli stessi sintomi sono stati avvertiti da altre tre colleghe, di cui una ha perso conoscenza per qualche istante. Immediato l’allarme, durato tutta la mattinata. In base ad una ricostruzione, confermata dai responsabili della “Ilta”, una ventola dell’impianto di aerazione si è rotta andando a colpire la tubatura che porta il freon nelle celle dove sono conservati migliaia di polli. Il danno non sarebbe stato ingente: un taglio di pochi centimetri nel tubo da cui ha iniziato ad uscire il gas. Essendo inodore, nessuno se n’è accorto fino a quando, pochi minuti dopo, un’operaia si è sentita male. Inizialmente pensava a qualche problema personale, ma quando il mal di testa improvviso ha colpito altre colleghe, che si trovavano tutte vicino a lei, il loro responsabile ha compreso che c’era qualcosa che non andava ed ha dato l’allarme.

Sono arrivate le ambulanze e nel frattempo gli operai sono stati evacuati. Per questioni di sicurezza, sono stati fatti uscire in cortile non solo quelli che lavoravano nel tunnel 3, ma anche quelli degli altri reparti, tranne il magazzino, che ha sede dall’altra parte della strada. Compreso che poteva trattarsi della fuoriuscita di un gas, sono stati allertati prima i vigili del fuoco di Lonigo, quindi i carabinieri della compagnia di Vicenza col luogotenente Vito Ruscigno e lo Spisal.
In mattinata, per i controlli, è giunto anche l’Arpav. Spaventati i dipendenti, radunati in cortile in attesa di sapere se potevano tornare al lavoro: «Temevamo un attentato», hanno riferito.



Graziella Chiumento, 41 anni, che vive a Casale di Scodosia (Padova), la slava Glorja Bulutic, 23, Poiana Maggiore, via Caldumare, Fanseyni Drame, senegalese, che vive a Montegalda in via Roma e infine Naima Msafti, 26, marocchina di Noventa, via Anguissola, sono state accompagnate prima all’ospedale di Noventa e di qui trasferite a Vicenza. Sono state visitate e dimesse: se la caveranno in pochi giorni.
Fortunatamente non hanno riportato gravi traumi: infatti il freon avrebbe saturato l’aria togliendo ossigeno e provocando quindi i malori.



La produzione della “Pai” è rimasta ferma per tutta la mattinata, quella della macellazione dei polli fino a sera, sia per eseguire i lavori di riparazione che per aerare i locali.
Già da mezzogiorno l’aria era, secondo l’Arpav, assolutamente respirabile. «Sono precauzioni, perché i tecnici ci hanno assicurato che è tutto a posto - spiega uno dei responsabili della ditta -. fortunatamente la prognosi delle operaie è lieve, cosicché non si tratta nemmeno di infortunio sul lavoro e fra un paio di giorni torneranno in azienda».

L’incidente ha provocato seri danni economici alla “Ilta”. Alcune migliaia di polli, che erano nel tunnel 3 fra la catena di montaggio e la vasca di bagnatura, sono stati gettati.
Inoltre, resta da quantificare l’ammanco dovuto al blocco della produzione. «Il danno lo stimiamo per il momento fra i 50 e i 70 mila euro», precisano dalla “Ilta”


[Il Giornale di Vicenza]


Per chiarezza, il gas Freon è un gas inerte cioè non infiammabile ne esplosivo, ovviamente non è respirabile,per tranquillita possiamo assicurare che le quantità presenti in un impianto medio di refrigerazione non sono tali da preoccupare in aria aperta, da analisi delle caratteristiche del gas non è corretto parlare di "intossicazione" ma di un principio di asfissia. rimando comunque chi interessato alla scheda tecnica del gas. Scheda tecnica Freon
(N.D.R.)






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