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Argomento proposto da grezzo
Ultimo commento inserito il 15/07/2021 19:25:32 - 989 risposte al forum
Amici di donPa e C.
Credo sia giunto il momento, e spero lo troviate equo, di riunire qui tutte le voci sparse nei vari forum, gruppi, articoli, in sostegno dell’ uomo tanto condannato e contestato per aver negato riconoscimento (non quello legale) ad un figlio presunto.
Trovo che i numerosi tentativi di "far parlare" anche l'altra faccia della medaglia, e di restituire dignità a chi, tanto calpestato e umiliato, è costretto a negarsi e a vivere nel silenzio la sua dolorosa "battaglia", e tutto per non aver aperto il cuore proprio in questo forum, vadano accolti e riuniti sotto un'unica voce, quella dei semplici, dei più piccoli, di coloro che sperano, di coloro che amano, lontano dai riflettori e dalle telecamere.
Io non so se il donpa fosse davvero il padre di quel piccolo o qualcuno che è a lui molto vicino, ma mi piace pensare di dedicare loro uno spazio di rinascita...grazie a chi vorrà accogliere questo invito e contribuire a sollevare gli animi di chi, ormai senza voce, aspetta ancora un cenno, una parola, una carezza.
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Risposta inserita da replicante il 30/01/2013 23:51:29

Quando hai capito come funziona sei libero di scegliere, altrimenti hai già scelto credendo di essere libero.
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Risposta inserita da Bastiano il 30/01/2013 22:08:38

per replicante:
E quindi? Ci adeguiamo al mondo?
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Risposta inserita da Teofania il 30/01/2013 21:29:19


...a chi servono gli dei?

http://www.youtube.com/watch?v=3nAXqdXnAes
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Risposta inserita da don juan il 30/01/2013 17:26:48



...e di pochi ingordi che pero' fiutano tutte qyeste possibilità e non rigettano l'occasione offerta dai tanti , non solo emotivamente e mentalmente Poichè non interessa certo la delusione che provocheranno , quanto la soddisfazione che trarranno dai loro bisogni e proiezioni e illusorio appagamento
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Risposta inserita da replicante il 30/01/2013 16:40:55

E' pieno il mondo di persone che non vedono l’ora di proiettare le loro qualità inespresse su qualche “maestro di vita” , aggrapparvisi emotivamente e mentalmente, col rischio poi di rimanere deluse…
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Risposta inserita da Scrooge il 30/01/2013 14:31:45

IL DENARO
Essenzialmente il denaro- come qualcuno aveva già scritto - serve non solo a soddisfare i nostri bisogni anche più voluttuari e dannosi – ma a proteggerci dalla presenza degli altri. Chi ha fame di denaro spesso cerca il distacco dagli altri e la certezza del non doversi appellare a niente e a nessuno .
E una forma malcelata o patologica di ricerca di onnipotenza
. Il modello di vita proposto anche da gesù - non solo lui in verità - alimenta il distacco dal denaro e comporta l’interdipendenza tra individui dal punto di vista dello scambio e condivisione equa dei beni che esistono in natura
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Risposta inserita da congedo viaggiatore cerimonioso il 29/01/2013 19:38:56

...individui pieni di sè stessi,
imbottiti di certezze ed ingannevoli promesse
certi dell'inconfutabilità solo delle proprie teorie
fedeli solo a talune credenze...
In ogni epoca - non ne sappiamo fare a meno
Chissà dove ci condurranno ...
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Risposta inserita da alice per Sereno il 29/01/2013 16:52:46
Meravigliarsi

Attenzione ai guru, qualunque sia il loro nome ed effetto su di noi ….Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna ed è tendenzialmente vanitoso poiché ama essere ascoltato Ma ti allontana dall’esperienza e facendoti più simile a lui, ti rende oltremodo impotente e distaccato dal mondo reale
Sono abbastanza d’accordo anche con J. K. Ma il solo fatto di assegnare più o meno autorità ad un insegnamento e / o considerare più o meno autorevole un individuo rispetto ad un altro, significa già allontanarsi da quell’insegnamento – che non risiede comunque mai né nell’individuo o nell’accadimento nè nella nostra interpretazione di quell’insegnamento – e quindi dalla fonte dell’insegnamento

La maggior parte delle scoperte -insegnamenti che cogliamo (rispetto a quelli7e che scartiamo) non sono altro che conferme a cio che stavamo già cercando di trovare Ma queste conferme , previste e poi rincorse, in psicologia inducono spesso ad una forma patologica della conoscenza . Ci procurano dei blocchi sia quando ci pare di aver imparato sia quando ci pare di no
In realtà è l’inatteso, l’imprevisto cio che dobbiamo affrontare da impreparati a fornici le più determinanti occasioni Poiché è in quei frangenti che ci sentiamo guidati o privati di un pensiero e poi un sentimento superiore necessario
E da quel momento iniziamo a percepirne la numinosa presenza o mancanza e a comportarci di conseguenza senza dipendere da altro ed altri
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Risposta inserita da sereno il 29/01/2013 15:46:51

“Gli insegnamenti sono importanti di per sé, commentatori ed interpreti possono solo distorcerli. E' consigliabile andare direttamente alla fonte,agli insegnamenti stessi, senza passare attraverso alcuna autorità.” J. Krishnamurti
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Risposta inserita da eugenio il 28/01/2013 19:58:57


I maestri di vita non esistono .Imparare a riconoscere
chi "ti guida"

“Secondo quali criteri si può riconoscere un riferimento per il nostro spirito ?
Questo deve soddisfare almeno tre condizioni. Deve possedere la conoscenza esperita dell’essenziale Quindi non tanto ciò che gli esseri umani hanno già scritto o detto, ma "l’essenziale" secondo l’Intelligenza cosmica.

Inoltre, una guida deve poter dominare, padroneggiare e controllare ogni cosa, dentro di sé, sapendo guardare a lei come ad una divinità. Chi è incapace di calmare e armonizzare i moti del proprio essere interiore, può essere creduto anche "maestro", ma di fatto non lo è. E questo titolo servirà solo a renderlo ridicolo, anche ai suo stessi propri occhi .

Infine : vivrà del proprio lavoro, qualunque esso sia e metterà quella scienza , esperienza, padronanza al servizio gratuito dell’amore e per il bene del mondo intero."

O. M. Aïvanhov
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Risposta inserita da Giordano il 28/01/2013 15:03:08

Carità o business, solidarietà ed affari

La giornalista , autrice del libro "L'industria della carità", svela le varie opacità di tutte quelle organizzazioni che usano sigle, ideali, filantropia, pseudo principi religiosi cui dicono di ispirarsi "Alcune associazioni, org, onlus,ong sono agiscono come multinazionali, pur assumendo una costituzione che garantisce benefici di ogni genere Hanno ceduto alla logica del marketing. E in un Paese come il nostro, dove regna la corruzione e la corsa a reddito e potere, interessarsi al loro iter, modus operandi, finalità è quasi un tabù, un violare il sacro (?)ci fa sentire sbagliato. Ma è giusto pretendere chiarezza".
(Oggi News Gennaio 2013)
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Risposta inserita da amelia e gennarino il 26/01/2013 14:58:58
sulla rabbia

Abbiamo sentito qualche ideologo di vecchio stampo condannare la rabbia intendendo con l'arrabbiarsi, la tendenza ad avere reazioni accese o poco diplomatiche verso persone ed eventi.
Perchè?
Eppure la forma più temibile proprio perchè subdola e mascherata di rabbia è il voler aver ragione a tutti i costi, tipica del prete e del politico
Appellandosi alla fede , sacra scrittura,o dogma ogni volta che si argomenta (il prete);appellandosi alla demagogia impedendo o evitando ogni forma di confronto o dialogo.
Poichè, sotto l'apparente calma e trattenuta reazione di intolleranza di costoro è nascosta spesso la presunzione e ostinazione tipica di una personalità dittatoriale
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Risposta inserita da Beppone il 21/01/2013 20:08:39

Potere spirituale e temporale nei secoli: cosa è cambiato?

Improponibile continuare a credere ed avere fiducia in qualsiasi politico o religioso che abbia sfruttato nel tempo i propri talenti e carismi insieme all’altrui ingenuità , creduloneria , bisogno ,alla potenza dei simboli e della oratoria per arricchire innanzitutto sé stesso e propria combriccola
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Risposta inserita da Cristian il 21/01/2013 16:10:15
Segnalo qui un non recentissimo , ma interessante e coraggioso articolo Che ci interpella ancora . Grazie

…” Riesce impossibile vedere chiudendo gli occhi”
(“Il Mattino di Padova “ 08 – 11 – 2011)

"Il sonno genera mostri. Ronfare nuoce gravemente alla fede. Dovrebbero rifletterci in via Dietro Duomo, considerato che era giugno 2010 quando don Paolo Spoladore subì la sospensione a divinis «in attesa di ulteriori determinazioni».
Sono serviti oltre un anno e una sentenza laica per risvegliare l’iter ( e farlo riaddormentare di nuovo e per sempre) canonico su una storia in realtà subito chiara.

La decisione del Tribunale dei minori, oltretutto, rappresenta un inedito e pure un insidioso precedente in sede civile, un poco ammirevole primato italiano che la Chiesa padovana non inserirà nella lista delle sue eccellenze. Forse si poteva (anzi si doveva) cercare di evitarla, o almeno anticiparla energicamente invece di vivere un’attesa muta, sonnolenta, di speranza disperata. La fattispecie, del resto, appariva indubbia, limpida, priva di obiezioni credibili: un caso chiuso fin dall’inizio.
Certo riesce impossibile vedere chiudendo gli occhi. Così l’impressione, troppo spesso condivisa, è proprio di una diocesi frequentemente cieca, sorda, apatica. Sarà un errore di valutazione, tuttavia pare che nel suo grembo comunitario le verità vadano taciute per quieto vivere o per non disturbare il manovratore, che esistano figli del peccato invece di creature donate

Che lo scandalo di don Paolo sia aver avuto un bimbo, e non anche essersi brutalmente negato come genitore. Va giudicato grave rifiutare l’amore paterno in una religione fondata sull’amore paterno; dove la tradizione e il magistero considerano indispensabile per i piccoli, COME I CRISTIANI PREDICANO, UNA COPPIA FORMATA DA MAMMA E PAPA’
. Ha detto il cardinale Claudio Hummes: ANCHE «i figli dei preti hanno il diritto di avere un padre, uno che si trovi in una situazione corretta agli occhi di Dio e della sua coscienza». Niente di più vero. Infatti l'esegesi delle norme volute da Benedetto XVI nel 2009, per episodi simili a questo, raccomanda ; tempestività , rapidità, fermezza .

Il pontefice ha affidato poteri rinnovati alla. Congregazione per il clero, illuminando ipotesi non adeguatamente previste nel codice di diritto canonico ma da affrontare (per il bene della Chiesa e pure del sacerdote in questione) con rapidi passi formali in grado di ripristinare situazioni traviate. Dunque, altro che adagio e con lentezza: bisognava procedere senza indugio, da testimoni di un disastro.

Mentre «il Mattino» ha riferito - a firma di un giornalista preciso e scrupoloso- quanto la Curia abbia preso atto «con serenità» degli sviluppi della vicenda.
BEATA TRANQUILLITA’. Ai diaconi dell’omissione e dell’ignavia, una porzione di assemblea credente ferita, tormentata, afflitta, comunque non rassegnata, replica condividendo lo sfogo divino raccolto da Geremia: «Perfino il profeta, perfino il sacerdote sono empi».

Quindi la domanda, con lo pseudo-Isaia: sentinella, a che punto è la notte? " (L. B.)

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Risposta inserita da Forrest il 16/01/2013 21:47:58

"Scemo è chi lo scemo fa" (F. Gump)

Il problema è che un po' alla volta scemo, lo si diventa
E non solo per colpa della scuola, obbligatoria e gratuita.
Ma anche in seguito ad altre esperienza, spesso facoltative e a pagamento
E se uno scemo-nato per ogni villaggio è un toccasana ed una catarsi per la comunità, troppi- che - lo diventano potrebbero determinarne la scomparsa.
Di stupidità, il mondo sta morendo


Video Yutorial Gli idioti del villaggio

http://www.youtube.com/watch?v=a6ATTITzGNc
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