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Argomento proposto da grezzo
Ultimo commento inserito il 15/07/2021 19:25:32 - 989 risposte al forum
Amici di donPa e C.
Credo sia giunto il momento, e spero lo troviate equo, di riunire qui tutte le voci sparse nei vari forum, gruppi, articoli, in sostegno dell’ uomo tanto condannato e contestato per aver negato riconoscimento (non quello legale) ad un figlio presunto.
Trovo che i numerosi tentativi di "far parlare" anche l'altra faccia della medaglia, e di restituire dignità a chi, tanto calpestato e umiliato, è costretto a negarsi e a vivere nel silenzio la sua dolorosa "battaglia", e tutto per non aver aperto il cuore proprio in questo forum, vadano accolti e riuniti sotto un'unica voce, quella dei semplici, dei più piccoli, di coloro che sperano, di coloro che amano, lontano dai riflettori e dalle telecamere.
Io non so se il donpa fosse davvero il padre di quel piccolo o qualcuno che è a lui molto vicino, ma mi piace pensare di dedicare loro uno spazio di rinascita...grazie a chi vorrà accogliere questo invito e contribuire a sollevare gli animi di chi, ormai senza voce, aspetta ancora un cenno, una parola, una carezza.
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Risposta inserita da Noah per Sereno il 28/11/2012 00:41:52

Ti ho scritto un mio pensiero nel forum
"Cosa fare" per non rubare spazio qui
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Risposta inserita da sereno il 27/11/2012 23:07:32

Grazie Veronica per le tue considerazioni;ricostruiscono l'immagine reale di quel mondo così tanto indesiderato e rifiutato dal Maestro Gesù. Quel mondo che, per garantirsi una continuità senza intralci, ha creduto di sbarazzarsene nel modo più cruento e subdolo. Fortunatamente c'è ancora chi sceglie la strada da Lui indicata e prova ad essere sempre se stesso a costo anche di una serie, sempre più nutrita, di rinunce. E sono anche quelli che hanno voluto e saputo leggere il proprio interno affanno potendosi così avvicinare alla verità dell'esperienza. Quelli che appartengono alla categoria sempre più ridotta degli "sfigati" e dai quali, prima o poi, l'umanità lacerata dovrà ripartire.
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Risposta inserita da eudai monia il 27/11/2012 20:42:14
Ventriloquio e cardio-logo

Leggendo gli interventi anche in "Chiesa" sulle vicende tristi dei religiosi con una vita doppia o tripla nascosta e negata anche di fronte all'evidenza e personalità in totale contraddizione con quella scelta ed annunciata,
come non provare, Raffaella, tutt'altro che invidia?

Pietà per loro e la loro condizione , per noi che non ci siamo accorti di nulla .Per le vittime della nostra e loro superficialità, tracotanza e supponenza che spesso è l’anticamera per l’incomunicabilità, il distacco, ka freddezza, la separazione, divisione , condanna, abisso, ombra, annullamento di sé
Per gli antichi discesa negli inferi, negazione del Paradiso qui nella Terra ovvero spazio dove la conoscenza è la strada che apre al riconoscimento ed alla forma gratuita più alta e suprema dell’amore.

Cosi stiamo vivendo immaginandolo o rincorrendolo in posti dove non c’è, è allontanato, non può ancora abitare
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Risposta inserita da Veronica il 27/11/2012 19:38:09


Sereno, putroppo pochi di noi sanno o intendono
leggere l'"interno affanno " altrui
Che giovamento ne avrebbero, in un mondo dedito in forma quasi maniacale all'isterica ricerca di piacere e
autogratificazione ? In una collettività in cui ci si misura sulla base dei beni posseduti, poteri esercitati, esteriorità esibita, privilegi accumulati, favori raccolti,conoscenza abusata, pietà negata,carità disconosiuta, delicatezza e gentilezza dimenticate, coscienza rimossa, consapevolezza rifiutata, saggezza dissacrata, amore violato e spesso squarciato o crocefisso?
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Risposta inserita da sereno il 27/11/2012 19:12:30
In aggiunta, sul concetto di invidia nell'intervento di degno di nota

"Se a ciascun l'interno affanno si leggesse in fronte scritto
Quanti mai che invidia fanno ci farebbero pietà."

Pietro Metastasio


"Non siate invidiosi degli altri perché non potete sapere se chi invidiate non nasconda qualcosa che voi non vorreste, per nulla al mondo, in caso di cambio."

Romano Battaglia
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Risposta inserita da Rosario il 27/11/2012 16:30:14


per RAFFAELLA
se la spesa - che sostieni e giustifichi ,anche- è alta è probabile che sia alto il margine di guadagno , la pretesa e il tenore di vita di chi muove l' evento...
noi siamo in 3 abbiamo calcolato tra biglietti e spostamento oltre 100 euro. non ci mancano, ma ci sembra fuori luogo di questi tempi.la stessa sera nel nostro condomnio si farà una cena multietnica. si unis cono a noi anche 2 famiglie di altra etnia e religione con i loro bambini. ognuno porta qualcosa. lasciamo a te il palazzetto . noi non ci perdiamo questa occasione e non invidiamo di certo la "tua"
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Risposta inserita da Hamelin il 27/11/2012 15:29:01

"Personaggi in cerca d'autore"

Franco, se cio' che si notava- anche qui in questo forum a ridosso dei concerti - è valido non solo come effetto post concerto, considerate le migliaia di persone che hanno subito e subiranno il corso e le seriali ed interminabili le repliche dello stesso per voce sempre dello stesso relatore ( ed anche questa prassi di non variare o alternare il relatore)...è ora di farsi quantomeno delle domande
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Risposta inserita da Alessìa il 27/11/2012 15:06:18
Escapologia ; aspettando GodOt

Considero il cinema la settima arte:
attore e pubblico sono consapevoli
dell'astrazione e finzione finchè si è in scena.
Qui non siamo sicuri dello stato di coscienza da
entrambe le parti. Ci sono anche attori
che restano intrappolati in un
personaggio per tutta la vita
Ed altri per i quali recitare è
indispensabile forma di autoterapia

Questa non è paura.
La paura ha sempre una finalità evolutiva.
(Ed infatti chi ti dice di non aver paura ti sta "solo" creando un blocco)
Quella di Raffaella non è paura, avendo più che alto cause, conseguenze e...ricadute
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Risposta inserita da degno di nota il 27/11/2012 11:11:52
Osservazioni sugli interventi:

si evidenziano, nell'intervento di raffaella del 26.11,dichiarazioni condizionate da una agitazione interiore
simile a quella prodotte dalle "crisi da astinenza".
la precisazione "...tranquilli, non sono dipendente di Usiogope, ho solo accompagnato alcuni parenti e amici...", fa sorridere. I dipendenti di Usiogope sono persone che hanno fatto (liberamente o non) una scelta, condivisibile o non condivisibile: non sono degli appestati da bruciare.
fa riflettere il fatto che l'entusiasmo sulla partecipazione all'evento non corrisponda con eguale intensità allo schierarsi pienamente con l'organizzazione, se non per la partecipazione alle spesa (... che credo sia molto alta.)
...partecipare significa prendere parte condividendo in totalità.

nell'intervento di azimut del 26.11 sul forum "cosa fare?" viene riportato... “C’è un modo per essere grandi: vivere per il culto dell’immagine, attraverso le armi della bellezza esteriore, del successo, del denaro e della posizione sociale. L’arma vincente è l’ambizione. E’ la proposta di Satana.

C’è un modo per essere grandi: vivere per la lode a Dio e per essere la servizio dei fratelli, attraverso la condivisione, la gratuità e il distacco dai beni terreni. L’arma vincente è l’umiltà. E’ la proposta di Dio.” d.Paolo Spoladore da “Comunità Cristiana di S. Lazzaro” bollettino del 19.10.03
... alcuni anni prima tutto sembrò cominciare secondo l'ultima delle due modalità.
considero l'ividia come l'assolutà incapacità di accettare quello che pensiamo sia la felicità altrui: è un gioco illusorio reciproco, nella maggiorparte delle situazioni.
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Risposta inserita da Franco il 27/11/2012 11:05:22
Gli "ih ih ih" e gli "ah ah ah" di Raffaella delineano chiaramente un quadro sintomatologico riconducibile alla ormai nota sindrome di supponenza che colpisce alcuni di coloro i quali a seguito di un'esperienza critica vissuta durante uno dei citati corsi o incontri soffrono di una psico-dipendenza che li porta ad una dissociazione con la realtà circostante anche quando questa è evidente, rimanendo nel contempo "disconnessi" o separati dal proprio pensiero personale cristalizzando la propria posizione sulla totale assenza di autonomia decisionale su dei principi che sono stati accettati come assoluti la cui discussione è resa in questo modo difficoltosa se non impossibile da cui la risata rappresenta la via di fuga o scappatoia più accessibile e preferibile ma che ne è la prova più evidente della presenza di insicurezza ontologica.
smile))
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Risposta inserita da Spada il 27/11/2012 01:09:56
Vai Raffaella, a gioire e cantare in tanti tantissimi. Che la vista di tanta tantissima gente confermi la tua certezza di agire in buona coscienza. Liquidi come "Maldicenti" e "invidiosi" voci fuori dal coro che invece, nella diversità ti potrebbero far riflettere, crescere e maturare un poco. Questa è paura. Paura di guardare con un po' di lucidità la situazione e scorgervi infine il niente. Buon cinema.
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Risposta inserita da Arianna per Raffaella il 26/11/2012 20:53:46
"vedete dove ci si perde?" lei scrive
Ci si perde in tutti quei posti dove, per arrivarci, si ha bisogno di essere accompagnati da “amici” e parenti e dai quali (posti) non ci si sa poi staccare aspettandosi od augurandosi che anche per gli altri sia lo stesso

E lei è davvero sicura di non essersi persa : tra giudizi affrettati e benedicenti e certezze insindacabili? Ed allora perché tornare in questo girone? Per misurare la distanza incolmabile tra la sua verità e i vaneggiamenti altrui ?... Questo spazio non ha per soggetto le luci del palcoscenico, casomai cosa accade nel retro-palco
...Provi a leggere con più attenzione il sottotitolo e magari i commenti che hanno preceduto il suo : meditando tra gli spazi vuoti, tra un hi hi hi ed un ah ah ah, potrebbe incontrarvi delle sorprese
In ogni caso è scritto "amici di " non è scritto nè clienti, nè subordinati o dipendenti...
Grazie per aver sentenziato che il mondo “ va avanti” nel caso qualcuno sostenesse che invece sta retrocedendo o allontanandosi dal centro. Per quanto ci riguarda, se non si fosse compreso, non a tutti è chiaro dove sta andando e per causa di chi, ma ancor meno dove potrebbe ancora scegliere di andare se a quel mondo, anche pochi, decidono di non appartenere più
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Risposta inserita da Raffaella il 26/11/2012 11:36:52
Per i maldicenti di questo forum (che per fortuna che si chiama AMICI DI DON PAOLO.. ah ah ah ah ah ): tranquilli, non sono dipendente di Usiogope, ho solo accompagnato alcuni parenti e amici al Centro Bel Pastore e ultimamente ci sono andata per i biglietti di Conegliano... e mi pare di vedere anche uomini. Comunque vedete dove ci si perde? ...su sottigliezze senza alcun significato. Sapete come la penso sull'assoluta dannosità dell'invidia. Continuate pure, noi andiamo a Conegliano, a gioire e a a cantare in tanti, tantissimi, partecipando anche economicamente alla spesa che credo sia molto alta. Voi, com'è giusto e come avete scelto, state pure qua... intanto il mondo va avanti (anche se, ripeto, sono convinta che ci sarete tutti il 23... hi hi hi hi). Vi saluto con un sorriso
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Risposta inserita da maria-elisabetta il 26/11/2012 07:47:54
Metanoia e paranoia

Saremmo disponibili- come giù qualcuno ha scritto qui - a pagare un prezzo anche più alto e a fare la fila per scusarci e ringraziare quella mamma: per il coraggio nel dovere affrontare un mondo contro.
Quale migliore forma di preghiera?
A cosa serve pagare centinaia di euro ad un sacerdote perchè assolva la missione che si è scelto quando sarebbe sufficiente un po' più di morbidezza e tatto e la flessibilità necessaria per ammettere che si puo anche cambiare punto di vista e riconoscere l' errore?
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Risposta inserita da Prometeo il 25/11/2012 15:01:45

Non c’è vita dove non c’è cambiamento

Quando ho letto la mail di pip ho supposto sarebbe stata l’associazione a pagare i biglietti per garantire l'afflusso al pellegrinaggio al pala-zoppas (nel nome un destino)
Raffaella non crede al gratis? Quindi tutto cio che incontrerà avrà un prezzo monetario e questo lei lo dovrà imporre o subire, diversamente non valuterà di qualità cio’ che le verrà offerto
A lei evidentemente – e chissà a quanti altri - sta bene che tutto torni ad essere come prima, che nulla cambi Come se tutto quello che nel frattempo è stato sotterrato o è affiorato , cambiato o replicato non debba aver voce nel capitolo di una storia prevedibile e senza morale. O un significato da cogliere per il nostro sguardo rimasto anch’esso fisso – anziché affinato - sulle stesse parole, persone, ruoli, funzioni, aspettative. Il mondo ci scuote e noi? Fedeli ad un’infallibile ricetta per non cambiare i nostri pensieri ed atteggiamenti .Per entrare nell’ingranaggio di una catena omologata automatizzata per uccidere le possibilità, il futuro , la vita stessa.
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