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Argomento proposto da grezzo
Ultimo commento inserito il 15/07/2021 19:25:32 - 989 risposte al forum
Amici di donPa e C.
Credo sia giunto il momento, e spero lo troviate equo, di riunire qui tutte le voci sparse nei vari forum, gruppi, articoli, in sostegno dell’ uomo tanto condannato e contestato per aver negato riconoscimento (non quello legale) ad un figlio presunto.
Trovo che i numerosi tentativi di "far parlare" anche l'altra faccia della medaglia, e di restituire dignità a chi, tanto calpestato e umiliato, è costretto a negarsi e a vivere nel silenzio la sua dolorosa "battaglia", e tutto per non aver aperto il cuore proprio in questo forum, vadano accolti e riuniti sotto un'unica voce, quella dei semplici, dei più piccoli, di coloro che sperano, di coloro che amano, lontano dai riflettori e dalle telecamere.
Io non so se il donpa fosse davvero il padre di quel piccolo o qualcuno che è a lui molto vicino, ma mi piace pensare di dedicare loro uno spazio di rinascita...grazie a chi vorrà accogliere questo invito e contribuire a sollevare gli animi di chi, ormai senza voce, aspetta ancora un cenno, una parola, una carezza.
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Risposta inserita da Raffaele 57 il 17/11/2011 00:53:33

L'ebbrezza della rabbia, come quella del vino, ci mostra agli altri, ma ci nasconde a noi stessi. Noi danneggiamo la nostra stessa causa nell'opinione del mondo quando la difendiamo troppo appassionatamente.

Charles Caleb Colton
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Risposta inserita da per fghij il 14/11/2011 20:21:15


Indignazione viene da poco usato come sostantivo, mentre si era più soliti usare l’aggettivo indegno accanto a sostantivo :azione indegna, persona indegna etc
Indignazione indica più che altro una presa di posizione , un atteggiamento verso qualcosa che offende un’etica o una morale come dici tu e scaturisce da una valutazione
Mentre la rabbia è più una reazione emotiva e l’arrabbiarsi una risposta che oltre all’emozione può sortire anche un comportamento indirizzato verso qualcuno in particolare più che verso qualcosa
Non sempre chi si indigna è accompagnato da rabbia. Così come chi prova rabbia non è necessariamente mosso da indignazione.
L’indignazione spesso muove da un spiccato senso della giustizia o ingiustizia o da spinte idealiste.
La rabbia è invece spesso svincolata da mediazioni e raziocinio , connota un temperamento passionale, istintivo, poco controllato , è un indole, una tendenza che talvolta si apprende e connatura in noi come modalità relazionale prevalente o predominante
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Risposta inserita da fghij il 13/11/2011 01:23:29

effettivamente rabbia ed indignazione sono sinonimi pertanto se si è indignati si è anche arrabbiati. l'indignazione e lo sdegno però implicano una riprovazione morale che difficilmente si accompagna all'aggressività, diversamente dalla collera.la pericolosità non sta nella rabbia in se ma nella sua intensità e durata nel tempo.in molti interventi se non si riconosce rabbia è presente comunque asprezza e si percepisce decisamente un certo spirito di rivalsa probabilmente generato dal bisogno di un risarcimento etico-morale. tutte le parole lette, pronunciate, ascoltate producono movimenti emozionali il cui PESO purtroppo è direttamente proporzionale a quel potere e a quella autorevolezza che le persone mitizzate riescono a farsi attribuire (ingigantite) dalla massa; il termine "energie negative" fa riferimento all'espressione di quei concetti che suscitano ed alimentano emozioni intossicanti(risentimento,desiderio di vendetta, illusione).cambia il peso, l'entità, ma l'energia emotiva c'è sempre e si muove anche da qui. teniamo anche presente che prima ancora di subire il fascino e l'ascendente degli altri siamo stati, tutti, già plagiati dal nostro modo (unico) di percepire la realtà. Si attende un intervento di pulcinella.
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Risposta inserita da arlecchino, colombina e ballanzone il 12/11/2011 15:46:42
per fghij

RABBIA
non sforziamoci di vedere rabbia dove non c'è.
in tutti questi anni , se non per effetto di interventi sporadici e mirati, in questi forum è scorsa molta meno rabbia di quanto a qualcuno piaccia credere o far credere .
eppure questi eventi di cui oggi leggiamo sono solo alcuni degli effetti "circoscirivibili" di eventi accaduti tempo fa. sono rimasti in una angolo, per poterli rimuovere
e continuare a vivere
. ma evidentemente non è stato proprio possibile in virtu' di una propria forza acquistata degli eventi e non governabile da fuori


la rabbia non è insana ed è pure riequilibrante . ha un suo motivo d'essere e quando si manifesta non va soppressa o mascherata da altro.
sai quante persone nascondono la loro rabbia dietro a costante arroganza, indifferenza, cinismo, sadismo, beffardaggine che col tempo trasforma abitudine in carattere?
la loro cultura, educazione, ruolo impone loro di controllarsi...ma poi...cio che l'uomo nasconde la natura fa riemergere sotto altre forme e manifestazioni.

stai tranquillo uno sfogo di rabbia da qui non crea chissa quali conseguenze. io mi preoccuperei delle rabbie represse o convertite in sdoppiamenti delle personalità e schizofrenie che accadono nella realtà (se sei attento la cronaca ci svela continui fatti che ce lo ricordano...inospettabili gesti e tragedie provocate da altrettanti insospettabili individui)

ENERGIA
inoltre da qui non è possibile muovere alcuna energia, poichè le parole scritte provengono da persone comuni che non hanno alcun ascendente su chi legge anche perchè fanno parte di un dialogo, non sono monologate

io mi preoccuperei , anche in questo caso, di altre energie molto più subdole, sottili, pervasive, insistenti, perpetue. sono agite ed agitate da persone che hanno il potere di muovere sempre e comunque molte persone, sanno usare molto bene parole e formule, usano i titoli i simboli e l'autorità che la gente creda attribuisce ai santi o a dio (chi nomina dio, ecco, costui crea potere ed energia)
non si lasciano toccare, intimorire , avvicinare da nessuno. nessun pudore, imbarazzo, sentimento, coinvolgimento emotivo, dramma sembra toccarli. anzi continuano con progressiva persistenza ed indifferenti. quasi per sfida verso tutti e tutto. spesso contro
Alla base di ogni gesto e azione il desiderio spregiudicato di affermare sè e le proprie convinzioni irremovibili, il proprio obiettivo , la scelta di non condividere, mediare, non tornare nai su propri passi, ma solo opporre ed imporre dall'alto di una posizione
E seppure si fa di tutto per dissimulare anche questo il movente economico
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Risposta inserita da nodi il 12/11/2011 11:12:11
Sappiamo bene che queste nostre vengono lette, e non solo da chi scrive ma verosimilmente anche dalle parti in causa. E infatti vediamo quanti interventi tendenti a bloccare l'opinione pubblica e la condivisione. Possiamo illuderci che qualcuna delle nostre parole raggiunga il cuore di chi ne ha bisogno anche solo per scaldarlo un secondo. Allora per quale motivo chiudere i forum? non danno fastidio a nessuno e riuniscono persone che volgiono conoscersi, confrontarsi, unirsi e aiutare. E che sperano in un mondo dove i rapporti umani diventino meno complicati e più amorevolmente "dialogati".
la rabbia che talvolta emerge è, voglio credere, motivata dalla sofferenza nel vedere ciò che ad ognuno di noi, seppur in forma diversa, accade ogni giorno. Il sopruso, l'ingiustizia, l'accusa, l'abbandono, la mancanza d'amore, l'amore condizionato, la menzogna, il giudizio, l'incapacità di accogliere il bisogno di essere accolti. Agendo si sbaglia anche, è ovvio, ma almeno si fa la propria parte nel mondo, e si tenta di avviare una conciliazione. Che male c'è in questo?
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Risposta inserita da klmn .. ex "abcde" il 12/11/2011 10:53:56
L'indignazione ha bisogno di rabbia, moltissima in questi casi.
Per "rabbia" intendo semplice e purissima Rabbia, non violenza.
Preciso subito "non violenza" prima di ricevere una patturnia filosofica e certificata col marchio Usiogope.
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Risposta inserita da homer il 12/11/2011 10:44:42

sono sopravvissuti per anni forum più inutili e molto più di parte di questo. che avevano fini per lo più promozionali e si pregiavano pure di allontanare (anzichè accogliere e benedire) o tacciare di falsità o calunnia chi sollevava qualche dubbio o perplessità su fatti ed eventi declamati con tanta insistenza e frequenza
trovo i toni di questi forum più moderati di tanti usati per esaltare e mitizzare in modo fin troppo adolescenziale persone trasformate nel tempo in semidivinità e solo esclusivamente per ciò che dicevano durante le loro fugaci apparizioni
la questione ci riguarda...se non fosse per un "inutile" forum chissà quale altra possibilità avrebbe dovuto ricercarsi questa madre...magari rincorrere quest'uomo ad ogni sua esisbizione pubblica ,magari per sentirsi rispondere "non ti conosco" o "non ho tempo, ho corsi e concerti" o per dover chiedere permesso ? a qualche body guard
...la vita, se ci prendiamo gioco di noi, potrebbe decidere di fare altrattanto con noi.
...un giorno un uomo si "innamorò" di una ragazza molto più giovane di lui e non si spiegava il motivo di quella attrazione insolita ma insuperabile ...un giorno la ragazza decise di presentare alla propria madre il suo compagno...non sapendo che quell'uomo era "l'uomo" che un paio di decenni prima l'aveva concepita e poi si era dileguato facendo perdere le tracce e creando i presupposti per strascichi che avrebbero coinvolto non più e non solo quella donna ingannata, tradita e poi lasciata da sola.
a volte le normative e giudizi umani sono costretti ad intervenire là dove l'uomo si oppone al buon senso, al rispetto di alcune imprescindibili leggi che governano i nostri rapporti-non-animali ,al cuore
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Risposta inserita da per sciogliere i nodi il 12/11/2011 10:12:34
Certo, è una questione che riguarda tutti noi. Non è chiudendo nel silenzio o evitando di esprimere il nostro pensiero che si vive. Potremmo essere al posto delle persone in questione, potrebbe capitarci qualcosa di simile, potremmo aiutarli in qualche modo. perchè chiudere i forum?
La cosa ormai la conosciamo eccome. Ci sono abbastanza elementi per confrontarsi e discutere. parlare non è iutile.Che paura hai?
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Risposta inserita da sciogliamo i nodi il 12/11/2011 07:20:35
MA NON E' POSSIBILE CHIUDERE QUESTO FORUM E L'ALTRO E COSI' LA FINIAMO DI SPARARE A ZERO SU L'UNO E L'ALTRO?
E' UNA QUESTIONE CHE CI RIGUARDA? PERCHE' NON LASCIARE CHE LE PARTI IN CAUSA SE LA VEDANO TRA LORO (E CON IL PROPRIO CUORE)?
COSA CE NE FREGA CONTINUARE A PARLARE DI QUALCOSA CHE NON CONOSCIAMO, SE NON PER SENTITO DIRE?
PER CORTESIA: CHIUDIAMO QUESTI FORUM INUTILI.
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Risposta inserita da nodi il 11/11/2011 19:47:33
A chi ha aperto questo forum parafrasando le poche righe dedicate al forum della mamma e del bimbo dico soltanto che donpa non è stato costretto a vivere nel silenzio e che non ha combattuto alcuna battaglia e non ha aperto il cuore non a questo forum ma a suo figlio.
Ha perso l'ultima occasione che, seppur dolorosamente, gli veniva offerta.
Spero che un giorno suo figlio sia capace di dirgli:-Non aver paura- perchè quando si renderà conto di cosa ha fatto ne avrà tanta, ma tanta da morirne.
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Risposta inserita da fghij il 11/11/2011 19:24:11

Tutto condivisibile, ma fino ad un certo punto....per quante migiaia di giorni a venire continueremo da "bravi commentatori" a inveire ed esternare improduttivamente rabbia ed alimentare energia negativa?(ci si può indignare lo stesso anche senza rabbia) Qualcuno può sostenere che questa modalità porti qualcunaltro a ravvedersi o possa lenire le sofferenze o addirittura ricostrurire l'anima a chi è lacerato dalla disperazione? Quando certe scelte diventano prioritarie ad un figlio IN OGNI CASO UCCIDONO e dato che di razionale non hanno nulla sono indice di comportamenti inconsci tra quali spesso si annida una subdola patologia.

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Risposta inserita da abcde il 11/11/2011 18:57:42
Nnessuno di noi qui “bravi commentatori” è la madre di quel bambino di 9 anni abbandonata dal “padre”.
Nessuno di noi qui mi sembra che abbia provato giorno per giorno quel tipo di disperazione lacerante, credo che l’anima venga annientata completamente, il respiro si disintegra, la fiducia nell’uomo muore.
Nessuno di noi qui ha dovuto inventarsi (soffocando dentro) chissà quale storia per spiegare al proprio figlio chi e dove fosse il suo caro papà. Tutto questo per 9 lunghissimi anni, senza considerare i migliaia di giorni a venire.
Quel “caro” papà che nel frattempo con i suoi corsi illuminanti insegna alla gente come vivere e comportarsi.
E’ veramente vomitevole.

Ai tantissimi genitori(e non) che affollano i corsi del maestro di vita Don Paolo Spoladore alla ricerca di verità divine, che lo difendono(senza alcun minimo dubbio) ad oltranza in questa vicenda tristissima, auguro di ritrovarsi nei panni di questa donna, auguro di provare a vivere la sua stessa situazione e immane sofferenza. Glielo auguro con tutto il cuore.
E durante questa lunga sofferenza, suggerisco come "conforto" di leggere il significato di “Usiogope”(nome dell’etichetta di Don paolo Spoladore): “Non abbiate paura”.
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Risposta inserita da alessia il 02/11/2011 13:11:42

Il senno di poi e il senso del dopo da riconquistare


Alla luce di tanto...
Meglio dubitare dei religiosi che continuano a confessare in spazi troppo appartati Che ricevono in studi isolati , con divani , chiave rivolta verso l’interno Un vero prete dovrebbe aiutare il tuo e il suo risveglio e non uno stato di addormentamento o ipnosi o prostrazione
. La confes sione non dovrebbe durare che pochi minuti, poiché la confessione è confessione non è un colloquio
Se proprio un prete si autopromuove terapeuta o un sostituto di medico o psicologo , puo formare dei gruppi di lavoro in cui si fa affiancare da persone da cui anche lui puo osservare e farsi osservare (ogni tanto qualche colloquioterapia non farebbe male neanache ai “pastori” )
O promuovere gruppi di auto aiuto invitando sempre tutti ad affrancarsi subito dal mito del maestro onniscente infallibile ed inavvicinabile a cui restare avvinghiati tutti pericolosamente a partire dal prete stesso
Dovendo proprio indirizzare qualcuno a qualche terapeuta , soprattutto se sono consapevole della fragilità del paziente, consiglierei di andare sempre in compagnia di altra persona. A maggior ragione se trattasi di prete. In caso di comportamenti non consoni la tua parola non avrà valore perché in alcuni paesi, creduti evoluti e sviluppati (in realtà solo materialisti ed autodsitruttivi) chi crede di conoscere la Parola non va contestato. Sarebbe tacciato di eresia o stregoneria.
Dubiterei e mi terrei alla larga da quelli che vietano la registrazione di colloqui personali e addirittura delle proprie conferenze pubbliche

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Risposta inserita da alessìa il 02/11/2011 13:03:04
Ferisce

In questa originale storia di cui apprendiamo o intuiamo solo qualche sfaccettatura –delle tante che senz’altro ha - ferisce che un prete abbia usato l’abito, il sacramento e un luogo sacro e tutto cio che in persone suggestionabili quell’abito e luogo possono aver evocato. Una persona se non è fortemente sfiduciata , suggestionabile o emarginata non si reca da un prete
E non prende come oro colato i consigli di chi ve l’ha indirizzata se non perché versa in una situazione di estremo disagio e/o disperazione e spesso, perché non ammetterlo, perché non ha i mezzi economici per affrontare terapie di supporto
Inoltre un sacerdote non dovrebbe permettere cha corteggiamenti o tecniche di seduzione di sua iniziativa avvengano proprio in quei locali : perché tale comportamento è considerato grave dalla Chiesa, sua Sposa(Crimen_sollicitationis 1962De delictis gravioribus2001 ) E ancor più grave perché non rende onore (per usare un eufemismo) al titolo di fedele al “buon pastore” e alle doti di vera maturità umanità carità che vengono prima di evangelizzare , fare esegesi e richiamare folle plaudenti
Puo eventualmente coltivare le sue relazioni clandestine in tutti gli altri spazi o ambienti che vorrà eleggere come suoi riferimenti alternativi
Se poi un prete approfitta del colloquio di confessione per spacciarsi ed allenarsi anche a fare altro,in vista della professione che andrà a svolgere quando mollerà la chiesa, dovrebbe sapere che in tutti i campi e professioni si è chiamati a rispondere, anche a posteriori, del proprio operato ed eventuali conseguenze- Sia ai superiori, sia ai diretti interessati o a chi chiederà chiarimenti
In alcune professioni (che hanno a che fare con salute e cose pubbliche) non è permesso il nascere o coltivare altro tipo di rapporto di interesse, tornacondo, clientelismo etc... oltre a quello cui si è abilitati
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Risposta inserita da Giordano il 28/10/2011 20:57:03
Il video citato nel post del 21 /9 non è quello che qualche giorno dopo spoladore o chi per lui ha pubblicato su YT (comunque lo ringrazio xkè evidentemente legge qui)Nè nessuno di quelli che un neo-nato account ha inserito da poco per rilanciare alcuni brani di quel cd o prossimi concerti Nel frattempo Ho anche letto l'articolo di C Abbate uscito nel settimanale di Panorama come anche i 2 capitoli inseriti nell’ultimo libro di questo davvero coraggioso giornalista (ed Piemme 2011) da cui tale articolo è stato tratto Chi non se la sente di comprare il libro lo può sfogliare in libreria , focalizzandosi sui capitoli 19, 22 se non erro Prima che venga ritirato o si faccia il possibile perché le copie spariscano in modo che non siano lette . In altri Paesi con meno tabù il libro è stato promosso ed occasione di riflessioni e di utilità. informare su questi fatti è anche far sì che non si ripetano
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