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Argomento proposto da Fiere del Libro
Ultimo commento inserito il 23/01/2017 15:21:22 - 108 risposte al forum
sull'inferno


Nel noto celebrato libro di I. Calvino,l’inferno non è definito uno spazio lontano in un tempo diverso, futuro
L'inferno che esiste è quello terrestre , delle città e degli uomini trasmutati per adattarsi alla città e altri uomini
E' l’inferno che abitiamo tutti i giorni.
Noi, per non soffrire troppo possiamo accettare questo inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più perchè ci siamo troppo dentro
Oppure : cercare e imparare a riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno che anche noi siamo diventati, non lo è inferno ed imparare a distinguere, almeno
Ma questo ci riesce difficile, costa fatica , impegno e molto investimento di sè . Spesso rinunciando o abbiamo delegato ad altri a cui diamo la patente di salvatori dell'umanità.


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Risposta inserita da Giordano il 23/01/2017 15:21:22


Da individuo a pecora


«La gente ha bisogno di punti di riferimento, di una guida carismatica, di un padre.

Il problema è che il prete
si porta addosso (spero ne abbia sempre meno) una sua sacralità, nel senso di "separato, distinto", di prìncipe fulcro centrale della comunità. Solo.

"Se non possiede una forte spiritualità,
rischia di confondere il vero centro,
Cristo, con se stesso .

Ha tutti attorno,
tutti dipendenti da lui,
tutti ossequienti

E così rischia di avere una percezione falsata della realtà.
Se poi quel prete è dotato di fascino carismatico,
rischia di pensare: "Io posso tutto".

E se, ancora, ha pure delle capacità manageriali, è finita “

( da Avvenire )
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Risposta inserita da Simon Mago il 20/01/2016 19:29:31
per Hesed in forum ( amici di donpa 20-1-2016)
Cosa intendi quando ripeti, scrivi e magari pensi “siamo nati liberi” ?
E con “persone felici” o citi addirittura il titolo trappola “Felice incontra”?
Le “sue” parole mantram ( felice, gioia, logos, metanoia) creano e continueranno a creare realtà di cui nel vangelo non si dice, ma alle quali lui e chi gli va dietro, ha finito per credere. E tu , ancora avvolto come la vita/e al tralcio?
Per anni dissacrare deve essere stato il suo imperativo. Nascondendo verità, usando vittime come cavie per i suoi fini ,imponendo costi assurdi a corsi inutili , giocando il ruolo di perseguitato e vittima, criticando colleghi e superiori, inscenando trasferimenti e di fatto escogitando una uscita di scena credibile , costruendosi prigioni da favola, aprendo conti di qua e di la, assoldando body guard, rendendosi irreperibile a chiunque, pianificando ogni cosa per tempo a riguardo del patrimonio e sua intoccabilità, gestendo da vero stratega la questione dell’erede ( oscuramento forum, avvocato di grido, sfottò ai giudici fiduciosi nella sua collaborazione)
Poteva bastare leggere tra le righe del titolo “UT” e di quel suo ossessivo calpestare quell’eloquentissino palco fatto assemblare a forma di un fisiologico femminile Y , dati entrambi in pasto alla folla come se avessero a che fare con nome , identità , intento di un figlio dell’uomo ?
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Risposta inserita da Dorian il 22/12/2015 20:08:27


Racconto sufi :Il pastore innamorato

C'era una volta un uomo che allevava pecore per ricavarne latte, formaggi e carne da mangiare e vendere .
Il gregge era numeroso e lui era molto ricco, ma tanto ricco quanto avaro e dunque non aveva voluto mettere un recinto . Conseguenza era che i poveri animali solevano perdersi, finire nel gregge di altri pastori,, cadere nei precipizi o semplicemente trovare la propria strada per non tornare mai più. Non di rado capitava anche che, accortisi delle malevoli intenzioni carnivore del padrone, fuggissero.
Ad egli non piaceva questa situazione e quindi, essendo furbo, escogitò un'altra soluzione.
Decise di a) ipnotizzare le pecore
b) Convinse le pecore- ad anche l’asino ed il cane pastore - di essere immortali, cosicché non sarebbe stato brutto cibarsene ed anzi sarebbe stato un piacere.
c) Persuase tutti che egli era un padrone bello e buono che le amava tutte, ad una ad una .
d) Fece intendere che qualsiasi cosa potesse accadere loro non sarebbe accaduta in quel momento, quindi non aveva senso pensarci e crearsi dei problemiu in anticipo
e) Infine compì la sua opera più immaginifica e diabolica e spiegò ai suoi animali i che essi non erano per nulla delle pecore, ma altro Così che alcune di esse si credevano volpi, altre delle aquile, dei leoni, degli uomini e alcune perfino dei maghi.
Da allora in poi l'astuto mago non ebbe più problemi e le pecorelle attendevano adoranti , inebriate e belanti la loro fine.
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Risposta inserita da Epulone il 03/12/2015 18:00:25

Il 3 dicembre nasce Joseph Conrad. Come altri suoi grandi contemporanei usa il linguaggio della letteratura - “Cuore di tenebra”- per descrivere la doppiezza dell’animo umano e svelare forme di estrema malvagità e cinismo celate sotto coltri di perbenismo , moralità e fede di comodo
“Non c’è bisogno di inventarsi una fonte soprannaturale del male ; l’uomo da solo è già capace delle peggiori malvagità. Solo che fa comodo non volersene assumere la responsabilità”
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Risposta inserita da Mino il 24/11/2015 20:13:04
Pinocchio : se lo conosci lo eviti

La Sindrome di Pinocchio come manifestazione egosintonica nel bugiardo patologico che non conosce ammissione di verità né senso di vergogna

....Qui il l bugiardo compulsivo occasionale va distinto dal bugiardo patologico
Quest’ultimo (definito anche cronico o abituale) mente in continuazione per ottenere uno scopo preciso. Lo fa senza preoccuparsi delle conseguenze che il suo atteggiamento può avere sugli altri. In questo caso la menzogna diviene un meccanismo per affrontare la realtà, probabilmente sviluppatosi in età infantile. Tale modalità è spesso associata ad altri disturbi quali il disturbo istrionico, borderline, narcisistico e, in alcuni casi, anche l’antisociale.
A differenza del bugiardo compulsivo, il bugiardo patologico è generalmente manipolativo, dotato di un forte autocentrismo e ben poco empatico nel a “tu per tu”
Il problema per le vittime del bugiardo patologico è che tale bugiardo è spesso insospettabile , ma fa male, davvero molto male, a chi gli gravita intorno .
La sua intera esistenza ruota attorno a delle bugie finalizzate unicamente a costruirsi un mondo irreale in cui figurare come re o come vittima di situazioni emotivamente intense. Quella che poi è però, nei fatti, la vita reale, poco importa: le bugie finiscono quindi per alimentare, il più delle volte, un narcisismo e un ego già di per sé ipertrofico, al punto che il resto del mondo, con le sue regole e la sua eticità, non esiste più.
E non importa se anche le sue menzogne venissero smascherate, perché, in quel caso, negherebbe tranquillamente senza alcun pudore anche l’evidenza più ovvia.
Ma non si tratta di una mera facciata, perché il bugiardo patologico non sa cosa sia la vergogna, perché non la prova mai e piuttosto che sentirsela addosso sarebbe capace di far di tutto per far sentire l’altro in torto
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Risposta inserita da Raffaele 57 il 21/11/2015 23:01:40
Quando la perdita del carisma aiuta a liberarti dall'influsso, ti accorgi che il sole non sorge e non tramonta: è la terra che gira!

Le opere di Dio avvengono naturalmente, senza forzature, sbocciano allo stesso modo del fiore. Il messaggio di chi opera così, senza forzature, è sempre per tutta l'umanità. Se lo è per pochi crea inevitabilmente un movimento di consenso intransigente che, sfociando nel settarismo, diventa dipendente da un cosiddetto guru; “guru” in sanscrito deriva da “gu”, che significa “oscurità” o “ombra” e da “ru” che significa “disperdere”. Il guru è colui che disperde l’oscurità, l’ombra, e consente di vedere la luce della vera conoscenza. Altri attribuiscono alla sillaba “ru” il significato di “luce” ed il guru sarebbe quindi colui che dalle tenebre porta alla luce. La Luce per il cristiano è Gesù Cristo; quando le folle, che ammaestrate lo seguivano, divenivano imponenti egli si defilava allontanandosi. Moltissimi dei cosiddetti guru più o meno attuali, di contro, necessitano di folle crescenti o permanenti che alimentino lo smisurato ego; pertanto ti ingabbiano facendo credere, con grande abilità, di liberarti. Tre segni inequivocabili ti indicano la raggiunta liberazione: spezzare l'idolo, ovvero rompere la dipendenza da colui che ti compra; affrontare con amore, cioè senza paura, il nuovo; agire di slancio, senza timore di fare brutte figure, fedeli a se stessi.
Carisma: dono dello Spirito Santo consistente in una capacità particolare data a un fedele per il bene della comunità. Oggi assistiamo ad un'inflazione del termine rispetto al suo supremo valore: carismatico non è il dongiovanni fascinoso, né l'attore belloccio né la cantate pop di successo, tanto meno il guru della setta di turno.

Raffaele 57, novembre 2014
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Risposta inserita da Mino il 21/11/2015 13:14:13

Leader carismatico

Cos'è il carisma? Quando si dice che uno ha carisma? Quando possiamo parlare di capo carismatico? Quando una persona è capace di convincere altre persone a seguirlo, a formare un gruppo, un’associazione, un partito, un esercito, facendo leva su entusiasmo, appagamento,gioia?

Alcuni tratti identikit tratti dal web
1)Il leader conosce , prevede i bisogni della gente in quel momento. La gente si sente ascoltata e da allora cede ad ogni lusinga e smette di avere una volontà propria. Il leader potrebbe essere un abile pubblicitario e stratega del marketing
2) Crede e conduce a credere nella meta che propone . Ma il credere, va ricordato, è una condizione che inibisce la nostra originalità a vantaggio della superstizione
3) il leader è uno stratega. Punta ad ogni costo al suo obiettivo, tutto il resto diventa ostacolo e va spazzato via. Il leader, se non ha doti organizzative, si costruisce un apparato che lo sostenga e in quello investe moltissimo anche dal punto di vista finanziario e nulla importa se questo apparato manca di etica o non condivida il suo obiettivo, ma punti alle proprie tasche
4) Il leader investe molto sulla comunicazione: quando guarda i suoi fedeli loro hanno l'impressione che li conosca tutti personalmente. Quando stringe loro le mani, quando li abbraccia, ciascuno ha l'impressione che si rivolga a lui come individuo, che lo ami come individuo. Ma ciò non è assolutamente vero
5) Il capo carismatico è un abile parolaio ma soprattutto inventando formule, simboli, bandiere, divise, scenografie, rituali, istituzioni. E anche occupando o costruendo edifici, monumenti. I grandi leader storici hanno fondato decine di città, Bonaparte ha sventrato e ricostruito Parigi. Mussolini quartieri e cinecittà.
Grazie a queste qualità, se ci sono tensioni collettive, i capi raccolgono masse di persone insoddisfatte creando formazioni politiche che sembrano emergere dal nulla
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Risposta inserita da Fausto il 07/08/2015 20:24:32
Memorandum

"L' astuzia del diavolo è il suo presentarsi al nostro cospetto in situazioni e spazi insospettabili ,quando le nostre difese sono meno vigili e noi troppo disarmati e fiduciosi
Come nell'iconografia, ci appare attraendoci con lo sguardo , il modo , il tono persuasivo . Tra l'arruffato e lo scapigliato, vestito di scuro, sproporzione tra tronco e arti ,movimenti poco aggraziati , piedi deformi o coperti da calzature rigide e passo pesante, qualcosa di affilato tra le mani
Ma non ce ne accorgiamo " (cit)
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Risposta inserita da Alessìa il 04/03/2015 22:42:50
CHI TI COMANDA?

… le parole, se non sei in una vera relazione con l'altro, in confezioni offerta accattivanti , ti travolgono ed ingannano E l’inganno va a beneficio di chi lo perpetua e lo orienta. La forza dell’inganno non è quasi mai nella frode, volgare e facilmente smascherabile, ma nella costruzione di un artificio retorico nel quale l’interlocutore si perde e di cui non si accorge . Il nostro disorientamento e l'abilità
di un oratore scaltro ed allenato fa il resto


"Quando uso una parola», disse in tono piuttosto sdegnato, «essa significa esattamente quello che voglio , né di più né di meno.»
«La domanda è», rispose Alice, «se si può fare in modo che le parole abbiano tanti significati diversi.»
«La domanda è,» replicò «chi è che comanda ? tutto qui “
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Risposta inserita da Giordano il 28/02/2015 17:27:43
TENT’ATTORE

… perverso, arrogante , spocchioso : così è colui che imbroglia per stregare i cuori. E’ l'uomo che incantaminebetisce, che abbindola, inganna: che promette per non mantenere.
Appare vincente, seducente, collaudato nelle sue stregonerie. La gente non fa fatica a corrergli dietro smaniosa.

“ …Della natura della tentazione fa parte la sua APPARENZA morale: non ci invita a compiere il male, sarebbe troppo rozzo.
Fa finta di indicarci il meglio: abbandonare le ILLUSIONI e impiegare efficacemente le nostre forze per migliorare il mondo. Si presenta, inoltre, avanzando la pretesa del vero realismo. Il REALE è ciò che si constata: potere e pane”
(J. Ratzinger, Gesù di Nazareth)
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Risposta inserita da Santino il 05/02/2015 20:18:21
Spirito san(t)o e culto della personalità


Non è possibile comprendere cosa si intende con “peccato contro lo spirito” finchè non si leggono o ascoltano testimonianze di persone ingannate e magari poi abusate proprio da coloro che si spacciano per guide amiche , esperti dell’amore o addirittura agenti di dio.
La prima mossa del prepotente ingannatore : carpire la fiducia della sua vittima con frasi del tipo “ fidati “ “ è un segreto tra me e te” " non lo dire a nessuno"

Poi far vacillare, ridicolizzare,abolire in lei la capacità di giudizio in modo da renderla- in futuro - più facilmente manovrabile giocando sul senso di colpa di cui solitamente soffre chi si lascia spogliare proprio della fondamentale capacità di critica e giudizio personale
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Risposta inserita da sub-dolo il 04/12/2014 19:07:08

…se guardi davvero una paura non ce l’hai più , la superi, cresci in tante direzioni, diventi più grande
Se ti abitui a non volerla vedere quella sarà sempre con te anche quando ti sembra non ci sia più….

Che sia per tale motivo che da sempre a casa a scuola in chiesa ti ripetono che “ i veri uomini non hanno paura”
che la paura è da “bambini o femminucce”
o chi “ ama non teme”?
Che sia per tenerti lontano da quella paura, e inducendoti ad ignorarla , costringerti a restare piccolo e trascurabile?
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Risposta inserita da Maria Elisabetta il 21/11/2014 19:10:25
Occhi come laghi

"...Si dice che la bassezza di un uomo si misuri con le lacrime che versa la sua donna E D. di lacrime ne aveva versato così tante che gli occhi le si erano annacquati ed erano diventati laghi così opachi da cancellarne perfino il colore.

Con raccapricciante puntualità veniva umiliata o minacciata dal marito tutti i giorni...
I vicini ora scuotevano la testa e parlavano sottovoce perfino in casa. Le istituzioni sapevano sicuramente, ma non “si immischiavano”... (dal web)
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Risposta inserita da Asini d'oro il 13/11/2014 14:41:12

...Ma il mostrarsi sicuri e dichiararsi ispirati e vendere a caro prezzo le proprie log-gate certezze non corrisponde ad essere veri e nella verità…
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Risposta inserita da Sarepta il 01/09/2014 19:14:54

Non è mai solo oro quello che splende.
I diamanti e le pietre preziose si nascondono sotto coltri di ruggine e fango

" Figlio, estrai da ogni raggio anche la sua ombra " (E. T.)
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